Barclays, il telefono è la tua croce

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Barclays, il telefono è la tua croce

Un servizio assistenza clienti che costa come una hot line erotica. Un onere inusuale per la clientela già acquisita che sta alimentando proteste.

Avete mai visto un servizio informazioni di una banca che costa come una hot line erotica? Non è uno scherzo, a giudicare da quello che è scritto sul sito internet (e che qui alleghiamo). Anche se, quando ci è arrivata la segnalazione da parte di un nostro utente, siamo rimasti piuttosto increduli. La banca in questione è la Barclays. che nel 2004 ha assorbito la Woolwich. istituto di credito specializzato in mutui, mantenendone il marchio solo nel settore finanziamenti. In Italia vanta un consistente numero di negozi finanziari e dal sito è anche possibile richiedere subito un mutuo per acquisto, ristrutturazione, costruzione immobili residenziali, fino al consolidamento passività. Insomma, l’offerta diversificata sembra piuttosto attraente per i nuovi clienti.

Ma se si è già clienti Woolwich? Il tema è scottante, in particolare in periodi tumultuosi come questi, dove tra portabilità, rinegoziazioni, cambiamenti di addebito su conto corrente bancario (con conseguente aggancio nuovi rid), il rapporto con la banca titolare del mutuo è diventato molto più stretto rispetto a quello di qualche anno fa, quando il mutuo nasceva e moriva con lo stesso istituto di credito.

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I tempi sono cambiati, le richieste della clientela sono sempre più frequenti, e la Woolwich risponde con “un servizio di assistenza e cortesia ” per chi è già cliente: basta chiamare un 899 , con un costo della chiamata da telefono fisso pari a 1,00 euro/min (iva esclusa). con scatto alla risposta di 0,05 euro (almeno quello). Ora, è questione abbastanza nota che per richiedere un conteggio di estinzione anticipata o parziale, o i dettagli legali per una portabilità mutuo, i tempi possono dilatarsi anche ben oltre i dieci minuti.

Alcuni quesiti sorgono spontanei. Ma di quale sensualità dovranno essere dotate le operatrici o gli operatori di Woolwich, per doverle/i pagare un euro (iva esclusa) al minuto? E questi costi saranno mai compresi nell’Isc (Indice Sintetico di Costo), da indicare per legge in ogni atto di mutuo? O saranno indicati nel foglio delle “Tariffe relative ad oneri e condizioni di natura economica” da sottoscrivere sempre davanti al notaio? E se anche la banca dovesse rispettare la normativa vigente in materia di trasparenza, perché non mette la questione sul piano dell’opportunità? Chissà se un giorno l’Autorità garante della concorrenza e del mercato del presidente Antonio Catricalà saprà trovare risposte soddisfacenti a queste domande.

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